ALTRI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE

Questa categoria si applica a quelle situazioni in cui i sintomi caratteristici di un disturbo dell’alimentazione predominano, ma non soddisfano i criteri pieni necessari per fare diagnosi di uno dei disturbi alimentari.

 

Costituiscono circa la metà dei pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione. 

 

  • ANORESSIA NERVOSA ATIPICA: soddisfa tutti i criteri dell’Anoressia Nervosa, ma nonostante la significativa perdita di peso, il peso del soggetto è all’interno o sopra l’intervallo di normalità.
  • BULIMIA NERVOSA A BASSA FREQUENZA E/O DI DURATA LIMITATA: soddisfa tutti i criteri della Bulimia Nervosa, ma le abbuffate e le condotte di compenso si verificano meno di una volta a settimana e/o per meno di 3 mesi.
  • DISTURBO DA ABBUFFATA INCONTROLLATA A BASSA FREQUENZA E/O DI DURATA LIMITATA: soddisfa tutti i criteri del disturbo da abbuffata incontrollata, ma le abbuffate si verificano meno di una volta a settimana e/o per meno di 3 mesi.
  • DISTURBI DA CONDOTTE DI ELIMINAZIONE: in un soggetto normopeso sono presenti ricorrenti condotte di eliminazione per influenzare il peso o la forma del corpo (vomito autoindotto, lassativi, diuretici, altri farmaci), in assenza di abbuffate.
  • SINDROME DA ALIMENTAZIONE NOTTURNA: sono presenti ricorrenti episodi di alimentazione notturna che si manifestano mangiando al risveglio dal sonno oppure con eccessivo consumo di alimenti dopo la cena. Il soggetto è consapevole e ricorda di aver mangiato. L’alimentazione notturna non è meglio spiegata da influenze esterne come la modificazione del ciclo sonno-veglia o di norme sociali locali. Causa significativo disagio e/o compromissione del funzionamento del soggetto. La sindrome non è meglio spiegata dal disturbo da alimentazione incontrollata o da un altro disturbo mentale, compreso l’uso di sostanze, e non è imputabile ad un altro disturbo medico o all’effetto di farmaci.

Dalle nuove line guida del National Institute for Clinical Excellence (NICE) aggiornate nel Maggio del 2017 è emerso che la Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata (CBT-E) è il solo trattamento raccomandato per tutti i disturbi dell’alimentazione e per tutte le età. Tale trattamento analizza e tratta i processi cognitivi e i comportamenti implicati nel mantenimento dei disturbi dell’alimentazione.

Lo psicoterapeuta

Lo Psicoterapeuta è un professionista della salute con laurea triennale e magistrale (biennale), con relativo tirocinio formativo, in Psicologia o Medicina che ha conseguito una formazione specifica (teorica e pratica) di durata quadriennale, presso scuole di specializzazione universitarie o riconosciute dal MIUR secondo la normativa vigente. Il professionista è iscritto ad un Ordine Professionale.

 

Attraverso il suo lavoro e l’impiego di tecniche scientificamente validate aiuta la persona a ristabilire uno stato di benessere emotivo, psicologico e comportamentale in molteplici aree della sua vita. Il lavoro è orientato a far sì che la persona sia parte attiva nel processo di cambiamento e nel raggiungimento del suo stato di benessere.

 

Il professionista nel suo operato segue rigorosamente le norme del Codice Deontologico.