BULIMIA NERVOSA

Il disturbo di bulimia nervosa colpisce circa l’1% delle giovani donne, mentre gli uomini sono colpiti raramente. L’età d’esordio è compresa tra i 12 e i 25 anni con un picco di maggior frequenza tra i 18 e i 19 anni.

Le persone che ne sono affette presentano un peso generalmente normale, solo alcune sono leggermente in sottopeso o in sovrappeso e pochissime sono in grande sovrappeso.

 

La bulimia nervosa generalmente esordisce con una dieta estrema e rigida che porta alla diminuzione del peso corporeo (infatti, un quarto delle persone colpite, in questa fase soddisfa i criteri diagnostici dell’Anoressia Nervosa). Dopo un certo periodo subentrano gli episodi di abbuffata che interrompono la restrizione alimentare e perciò il peso tende a rimanere nella norma. 

 

Per poter diagnosticare questo disturbo, devono essere presenti episodi ricorrenti di abbuffata (consumo di una grande quantità di cibo con sensazione di perdita di controllo), seguite da comportamenti di compenso (vomito, utilizzo di diuretici e lassativi, attività fisica compulsiva, rigida dieta ipocalorica) almeno 1 volta a settimana per 3 mesi, un’eccessiva valutazione del peso e delle forme del corpo (che influenza negativamente la valutazione di sé).

 

Per distinguere la BN dall’AN, qualora siano presenti in entrambi episodi di abbuffata e condotte di compenso, si fa riferimento all’indice di massa corporea (IMC): se minore di 18.5, la diagnosi sarà di Anoressia, se uguale o maggiore di 18.5, la diagnosi sarà di bulimia.

 

Circa il 23% dei casi ha un decorso protratto nel tempo, in cui il 20% dei casi mostra il passaggio ad altri disturbi alimentari. Se persiste negli anni, danneggia gravemente le relazioni sociali, la carriera scolastica e lavorativa di chi ne soffre.


Dalle nuove line guida del National Institute for Clinical Excellence (NICE) aggiornate nel Maggio del 2017 è emerso che la Terapia Cognitivo Comportamentale Migliorata (CBT-E) è il solo trattamento raccomandato per tutti i disturbi dell’alimentazione e per tutte le età. Tale trattamento analizza e tratta i processi cognitivi e i comportamenti implicati nel mantenimento dei disturbi dell’alimentazione.

Lo psicoterapeuta

Lo Psicoterapeuta è un professionista della salute con laurea triennale e magistrale (biennale), con relativo tirocinio formativo, in Psicologia o Medicina che ha conseguito una formazione specifica (teorica e pratica) di durata quadriennale, presso scuole di specializzazione universitarie o riconosciute dal MIUR secondo la normativa vigente. Il professionista è iscritto ad un Ordine Professionale.

 

Attraverso il suo lavoro e l’impiego di tecniche scientificamente validate aiuta la persona a ristabilire uno stato di benessere emotivo, psicologico e comportamentale in molteplici aree della sua vita. Il lavoro è orientato a far sì che la persona sia parte attiva nel processo di cambiamento e nel raggiungimento del suo stato di benessere.

 

Il professionista nel suo operato segue rigorosamente le norme del Codice Deontologico.